Doutrinas Essenciais - Novo Processo Civil

44. Compimento Della Sentenza Nel Cpc Brasiliano, Specialmente Nei Casi DI Obbligazioni DI Somma DI Danaro - Capítulo III - Cumprimento de Sentença

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Autor:

HUMBERTO THEODORO JÚNIOR

Doutor em Direito. Professor Titular Aposentado da Faculdade de Direito da UFMG. Membro da Academia Mineira de Letras Jurídicas, do Instituto dos Advogados de Minas Gerais, do Instituto de Direito Comparado Luso-Brasileiro, do Instituto Brasileiro de Direito Processual, do Instituto Ibero-Americano de Direito Processual, da International Association of Procedural Law e membro da Association Henri Capitant des Amis de la Culture Juridique Française. Desembargador Aposentado Advogado.do TJMG. htj@htj.adv.br

Sumário:

Área do Direito: Processual

Resumo:

O texto trata da execução de sentença, no direito brasileiro, atualmente designada de “cumprimento” da decisão. O principal tópico do artigo é o cumprimento da sentença que condena o devedor a pagar quantia em dinheiro.

Riassunto:

Il testo tratta dell’esecuzione della sentenza che, nel diritto brasiliano attualmente, si conosce come “compimento” della sentenza. L’argomento principale dell’articolo è il compimento della sentenza che condanna il debitore a pagare una somma in danaro.

Palavra Chave: Execução - Cumprimento da sentença - Condenação - Soma em dinheiro.

Parole Chiave: Esecuzione - Compimento de sentenza - Condanna - Somma di danaro.

Revista de Processo • RePro 253/237-254 • Março/2016

1. Introduzione

Il Brasile, relativamente alla storia della procedura fino alle recente data, si è sempre mantenuto fedele alla tradizione del diritto romano in materia di esecuzione di sentenza. Viene osservato il criterio di due azioni distinte ed autonome:

a) all'inizio, si esercitava l'azione cognitiva destinata ad ottenere l'accertamento, mediante sentenza, dell'esistenza del diritto discusso tra le parti che, procedendo dalla richiesta del creditore, condannava il debitore a realizzare la prestazione dovuta e

b) dalla sentenza di condanna nasceva per il creditore l'azione esecutiva che gli concedeva la possibilità di instaurare un nuovo processo tendente ad attuare materialmente sul patrimonio del debitore inadempiente, processo in cui il giudice avrebbe estratto in maniera forzata i beni e le risorse necessari al soddisfacimento del diritto certificato nella sentenza del processo precedente, senza dipendere dal consenso dell'escusso.

Il sistema era quello del doppio binario, come nel diritto romano, che forzava il creditore ad esercitare due volte il diritto d'azione per riuscire ad ottenere il soddisfacimento del credito reclamato in giudizio. Si esercitava dapprima la actio e, dopo la sentenza, la actio iudicati, in una successione obbligatoria di due azioni, due processi e due provvedimenti giudiziali diversi. Tutto avveniva durante lo stesso giudizio ma in contesti processuali diversi ed indipendenti. La actio iudicati aveva inizio dopo l'estinzione della actio condemnationis. Questa, una volta conclusa, perfezionava il titolo esecutivo (sentenza di condanna) che a sua volta sarebbe il fondamento di sostegno all'azione esecutiva.

Tuttavia, sono sempre esistite tra di noi azioni speciali la cui procedura era unitaria, ossia, in un único rapporto processuale si procedeva in via eccezionale tanto all'accertamento del diritto quanto alla sua realizzazione forzata. Si trattava di qualcosa di simile agli antichi interdetti romani (interdicta) che si prestavano a esplicare moderne azioni come quelle possessorie e di sfratto. La dottrina in Brasile denominava queste azioni speciali azioni esecutive "lato sensu", di contro alle azioni di condanna. Mentre le prime si concludevano con la sentenza, le seconde proseguivano nello stesso rapporto processuale fino all'effettiva realizzazione materiale del diritto accertato nel provvedimento cognitivo.

Il diritto positivo brasiliano, negli ultimi tempi, ha conosciuto una evoluzione nel senso che ha generalizzato le azioni esecutive lato sensu, attribuendo tale carattere a tutte le sentenze di condanna.

2. Riforme attuate nel Codice di Procedura Civile alla fine del ventesimo secolo e all'inizio del ventunesimo

Attraverso successive riforme che hanno dapprima riguardato la modalità di esecuzione delle sentenze relative alle obbligazioni di fare e non fare (Legge n. 8.952/1994), dopo quelle relative alle obbligazioni di consegnare una cosa (Legge n. 10.444/2002) ed infine a quelle relative alle obbligazioni di somma di danaro (Legge 11.232/2005), il diritto brasiliano è riuscito a svincolarsi completamente dal sistema romano della actio iudicati. Al suo posto si è impiantato come regola generale del procedimento di compimento della sentenza, qualcosa di simile al regime medievale longobardo o almeno ispirato ad esso. Invece di mantenere la dualità romana actio - actio iudicati, il Codice brasiliano ha impiantato, in pieno ventunesimo secolo, la procedura unica o sincretica della executio per officium iudicis, regime esecutivo forgiato nel confronto storico fra diritto romano e diritto germanico.

È necessario sottolineare che, con la caduta dell'Impero Romano e l'instaurazione del dominio dei popoli germanici, si è prodotto un enorme scontro culturale, dato che i nuovi dominatori praticavano usanze barbariche nella prassi giudiziaria: l'esecuzione era privata, esercitata dalla stessa forza del creditore sul patrimonio del debitore, senza dipendere dal precedente beneplacito giurisdizionale. Era il debitore che, trovandosi in disaccordo sugli atti esecutivi privati del creditore, doveva ricorrere al Potere Pubblico per formulare l'impugnazione. Si trattava pertanto di una completa inversione riguardo alle tradizioni civilizzate dei romani: : prima si eseguiva per poi discutere in giudizio il diritto delle parti. L'attività cognitiva era quindi successiva a quella esecutiva che, a sua volta, non dipendeva dalla procedura giudiziale per essere legittimata. 1

Nello scontro fra culture, alla fine si arrivò ad una conciliazione sul metodo. Si abolì da un lato l'esecuzione privata per sottomettere la realizzazione del diritto del creditore al previo accertamento giudiziale ma, dall'altro, si eliminò la duplicità di azioni che il diritto romano aveva tanto coltivato. Il compimento della sentenza cominciò a non assoggettarsi più all'apertura di un nuovo giudizio. Spettava al giudice, dopo aver emesso la sentenza, prendere, come semplice dovere di ufficio, i dovuti provvedimenti per fare compiere la sua decisione, il tutto come atto dello stesso processo in cui la pretesa del creditore fosse stata accolta. Al posto della vecchia e complicata actio iudicati, si instaurò in pieno Medioevo la nuova e semplice executio perofficium iudicis. 2

In questo modo il giudice in Brasile, ancora sotto il regime del CPC del 1973, iniziò a racchiudere nelle proprie mani il potere di giudicare il processo di cognizione e di realizzare l'ordine emergente dalla sua sentenza, durante la stessa durata del rapporto processuale in cui era stata pronunciata la condanna.

3. Il compimento della sentenza secondo il nuovo Codice di Procedura Civile (Legge 13.105/2015)

Il nuovo Codice di Procedura Civile brasiliano, ancora in fase di vacatio legis, si è mantenuto fedele al sistema unitario costruito in base alle riforme progressive subite dal Codice del 1973. Il creditore continuerà ad essere sollevato dall'onere di entrare due volte in giudizio, con due differenti azioni, per ottenere infine il suo único obiettivo pratico, quello cioè di soddisfare il suo diritto di credito.

Il nuovo Codice di Procedura Civile mantiene l'unificazione della procedura dell'attività di cognizione e di quella esecutiva per quanto concerne i titoli esecutivi giudiziali. In questo modo, in un'unica azione, l'autore è in condizione di ottenere il accertamento del suo diritto e la soddisfazione del credito.

Il nuovo Codice di Procedura Civile destina così l'azione esecutiva autonoma

unicamente ai titoli esecutivi stragiudiziali. Con questo, sono previste due vie di esecuzione forzata singolare nel diritto di procedura civile brasiliano:

a) quella del compimento forzato delle sentenze di condanna e di altre cui la legge attribuisce ugual forza (NCPC, arts. 513 e 515)- regime equivalente a quello di executio per officium iudicis; e

b) quella della procedura di esecuzione dei titoli stragiudiziali enumerati nell'art. 784, a cui si applicano le diverse procedure del Libro II della Parte Speciale del nuovo Codice - regime di azione esecutiva autonoma (originaria della actio iudicati e della sua evoluzione nell'età moderna).

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6 de Dezembro de 2021
Disponível em: https://thomsonreuters.jusbrasil.com.br/doutrina/secao/1197024277/44-compimento-della-sentenza-nel-cpc-brasiliano-specialmente-nei-casi-di-obbligazioni-di-somma-di-danaro-capitulo-iii-cumprimento-de-sentenca