Processo Constitucional - Ed. 2019

Processo Constitucional - Ed. 2019

Processo Constitucional - Ed. 2019

Processo Constitucional - Ed. 2019

I Differenti Livelli DI Protezione Dei Diritti: Un Invito a Ripensare I Modelli - 1. Cortes Constitucionais em Perspectiva Comparada

I Differenti Livelli DI Protezione Dei Diritti: Un Invito a Ripensare I Modelli - 1. Cortes Constitucionais em Perspectiva Comparada

Entre no Jusbrasil para imprimir o conteúdo do Jusbrasil

Acesse: https://www.jusbrasil.com.br/cadastro

Autor:

ROBERTO ROMBOLI

Ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Pisa.

1. Premessa

Il grado ed il livello di protezione dei diritti determina la reale effettività dei diritti stessi in un determinato ordinamento e momento storico.

Gli strumenti a disposizione dell’interessato, a seconda del tipo di atto impugnato, saranno ovviamente diversi e differenti anche i procedimenti e gli organi competenti a decidere, ma appare palese come un diritto fondamentale in tanto può ritenersi effettivamente esistente e concretamente efficace in quanto lo stesso sia non solamente enunciato in qualche Carta più o meno solenne, ma garantito in maniera efficace nell’ipotesi di una sua supposta o reale violazione.

Esistenza di un diritto, nel senso della sua previsione normativa, e tutela del medesimo, rappresentano quindi momenti astrattamente separabili, ma strettamente connessi al pari di due facce della stessa medaglia.

La tematica viene affrontata suddividendo la medesima in tre differenti aspetti: quello della disciplina e della sua applicazione a livello nazionale, quello dell’analoga problematica a livello sovranazionale ed infine quello dei rapporti in materia tra l’intervento del legislatore e l’intervento del giudice, costituzionale o comune.

In realtà i tre aspetti sono tra loro strettamente connessi ed in certi casi assolutamente inestricabili. Con riferimento poi al rapporto tra l’intervento del legislatore e quello del giudice, esso parrebbe dover tranquillamente condurre ad una facile ed immediata soluzione, in applicazione del classico principio di separazione tra i poteri: la individuazione dei diritto spetta alla fonte política, mentre la protezione dello stesso rappresenta la funzione caratterizzante del potere giudiziario, che ne giustifica addirittura l’esistenza.

In realtà la soluzione non è così semplice, ma le due diverse forme di produzione del diritto si trovano inevitabilmente tra loro strettamente intrecciate e ciò accade a diversi livelli.

Sul primo versante (individuazione) una dimostrazione la si può trovare già nella nota problematica che attiene all’esistenza ed alla delimitazione di quelli che sono comunemente definiti “i diritti nuovi”, in parte frutto dell’elaborazione giurisprudenziale e sui quali tornerò fra un momento.

Sul secondo (garanzia) innanzi tutto le forme di tutela, le condizioni ed i limiti del potere giudiziario (intendendo per il momento in esso compresa anche la Corte costituzionale) sono ovviamente derivanti da scelte del legislatore, ordinario o costituzionale. Si pensi ad esempio alla scelta se riconoscere o meno ai singoli un ricorso diretto a garanzia dei propri diritti fondamentali.

L’intreccio tra il diritto politico ed il diritto giurisprudenziale viene, se possibile, ad essere reso ancora più complesso dall’esistenza, in materia di diritti fondamentali, di una pluralità di legislatori e quindi di Carte a differente livello (Convenzione europea dei diritti dell’uomo – Cedu -, Carta di Nizza – poi Carta dei diritti dell’Unione europea -, Costituzione, Statuti regionali), cui corrispondono una pluralità di giudici, ognuno dei quali con il compito specifico di tutelare i diritti riconosciuti in una Carta (Corte europea dei diritti dell’uomo, Corte di giustizia Cee, Corte costituzionale e, con le loro particolarità, gli organi di garanzia statutaria).

La mia comunicazione avrà pertanto ad oggetto i tre differenti aspetti, ma senza procedere nella esposizione ad una puntuale differenziazione tra gli stessi.

2. Protezione dei diritti e modello di giustizia costituzionale previsto in Italia

La supposta lesione di un diritto può verificarsi sia ad opera di un atto di un privato oppure di un atto pubblico, il quale a sua volta può provenire da organi della pubblica amministrazione (atto amministrativo), dell’autorità giudiziaria (sentenza) oppure dal potere legislativo (legge o atto avente forza di legge). Per ognuna di queste ipotesi l’ordinamento prevede un sistema di tutela, un procedimento ed un giudice competente.

In ragione di ciò fondamentale importanza assume la scelta operata in ordine al modello di giustizia costituzionale, specie allorchè la violazione del diritto sia imputabile direttamente alla legge, nonché al modello di ordinamento giudiziario ed alle garanzie costituzionali riconosciute alla magistratura, cui spetta la protezione dei diritti.

Con riguardo al primo la tutela, nei riguardi della legge, dei diritti costituzionalmente garantiti rientra, nei modelli accentrati, tra le funzioni tradizionalmente assegnate al Giudice costituzionale, mentre viene realizzata dal giudice comune nei modelli diffusi di controllo di costituzionalità delle leggi, attraverso la possibilità a questo riconosciuta di disapplicare, con effetti limitati al caso deciso, la legge ritenuta incostituzionale.

In Europa, com’è noto, viene scelto di non assegnare questo compito ai giudici comuni, in particolare per tre ragioni: a) la natura programmatica di molti principi contenuti nella Costituzione, spesso in antitesi con quelli del periodo o regime precedente, la quale rendeva troppo política l’interpretazione e l’applicazione di quei principi e suggeriva quindi di non attribuire tale funzione ai giudici comuni; b) una certa sfiducia dei Costituenti nei confronti della magistratura formatasi sotto il regime precedente e ritenuta poco sensibile ai nuovi principi costituzionale; c) la mancanza, nelle esperienze europee di civil law, del principio dello stare decisis e quindi il timore della formazione di linee giurisprudenziali differenti a danno del principio di certezza del diritto.

Tra i modelli di tipo accentrato rileva poi, ai nostri fini, la distinzione tra quelli fondati su un controllo astratto ed oggettivo della legge, avente come finalità principale l’eliminazione di leggi contrastanti con i principi costituzionali e quindi la depurazione dell’ordinamento da leggi incostituzionali e quelli tendenti invece anche o principalmente alla difesa dei diritti fondamentali.

Le “due anime” – quella oggettiva e quella soggettiva – si pongono ovviamente tra di loro in stretta connessione, dal momento che il perseguimento della prima determina sempre o quasi sempre, anche se in via indiretta, una tutela dei diritti fondamentali, mentre quest’ultima finalità ha pur sempre in ogni caso una valenza generale ed il suo perseguimento corrisponde ad un interesse pubblico generale.

Rilevante la scelta delle vie di accesso al Giudice costituzionale, risultando alcune più chiaramente dirette a realizzare la funzione “oggettiva”, altre invece quella “soggettiva” e tra queste ultime rientrano in particolare la via incidentale e più ancora il ricorso diretto del singolo interessato.

Possiamo ritenere che un accesso fondato sul ricorso diretto infatti, specie se esercitabile contro le sentenze e contro gli atti amministrativi, costituisce una forma di protezione “immediata” dei diritti costituzionali assai efficace, ben più che il ricorso incidentale, proprio in quanto mediante esso è possibile “saltare” il raccordo Corte/giudici comuni tipico della via incidentale. Un accesso fondato sul ricorso incidentale garantisce invece, nel medio–lungo periodo, una proficua collaborazione tra corti costituzionali e giudici ordinari (e amministrativi, dove costituiscono una giurisdizione separata) e consente di permeare l’ordinamento della nuova legalità costituzionale in una forma meno conflittuale ed “invasiva” (per le altre giurisdizioni, per la stessa amministrazione) di quanto non avvenga negli ordinamenti che conoscono il ricorso diretto contro atti e sentenze.

In Italia il sistema individuato attraverso le norme costituzionali e quelle di legislazione ordinaria direttamente attuative delle prime, delinea, in maniera più o meno consapevole dato il percorso un po’ accidentato che venne seguito, una forma di controllo che vede nell’autorità giudiziaria un elemento di estrema importanza per la realizzazione dello stesso.

A differenza infatti di altri modelli che in quegli anni, ed in quelli immediatamente successivi, vengono realizzati, il nostro si fonda quasi esclusivamente sulla via incidentale, non essendo previste forme di ricorso diretto né da parte dei singoli interessati, né da parte di soggetti pubblici, quali il Presidente della repubblica, le minoranze parlamentari o altri. L’unica via principale è infatti costituita dal ricorso dello Stato (cioè del governo) nei riguardi delle leggi regionali e delle regioni nei confronti di leggi statali (ma solamente allo scopo di far valere eventuali violazioni delle competenze legislative riconosciute dal titolo V della parte seconda della Costituzione).

Se a ciò aggiungiamo che le regioni ordinarie inizieranno a funzionare concretamente solo all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, se ne deriva che l’unica via di accesso, attraverso la quale investire la Corte costituzionale ed ottenere una garanzia dei diritti fondamentali, è appunto quella incidentale, la quale assume quindi il ruolo non di “una” delle vie di accesso, bensì dell’“unica” via di accesso.

Da qui l’importanza centrale che viene ad assumere la sensibilità della magistratura ai nuovi principi costituzionali ed il ruolo assolutamente decisivo del raccordo tra autorità …

Uma experiência inovadora de pesquisa jurídica em doutrina, a um clique e em um só lugar.

No Jusbrasil Doutrina você acessa o acervo da Revista dos Tribunais e busca rapidamente o conteúdo que precisa, dentro de cada obra.

  • 3 acessos grátis às seções de obras.
  • Busca por conteúdo dentro das obras.
Ilustração de computador e livro
jusbrasil.com.br
4 de Julho de 2022
Disponível em: https://thomsonreuters.jusbrasil.com.br/doutrina/secao/1212768891/i-differenti-livelli-di-protezione-dei-diritti-un-invito-a-ripensare-i-modelli-1-cortes-constitucionais-em-perspectiva-comparada-processo-constitucional-ed-2019